La Sezione CAI dell’Aquila è amareggiata per la chiusura del “Sentiero del Centenario” a causa della presenza di alcuni tratti attrezzati vetusti e degradati.
Da mesi la Sezione sta facendo di tutto per risolvere questa situazione; abbiamo partecipato ai numerosi incontri promossi dal Comune dell’Aquila con la Regione Abruzzo, il Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga i Carabinieri Forestali e i Comuni dell’Aquila, Santo Stefano di Sessanio, Carapelle Calvisio, Castelvecchio Calvisio, Calascio, Castel del Monte ed Isola dei Gran Sasso; di recente abbiamo partecipato a un incontro promosso dai consiglieri regionali Pietrucci e Mannetti, con alcuni dei citati Enti e per medesimo scopo.
Vogliamo essere parte attiva nell’iter che condurrà alla eliminazione dei tratti attrezzati ammalorati ma anche alla ristrutturazione e valorizzazione di tutta la rete sentieristica del Centenario compresa quella degli itinerari che raggiungono il Centenario dai versanti settentrionali e da quelli meridionali del massiccio montuoso.
Questo perché siamo consapevoli dell’importanza di un itinerario immaginato e realizzato dai nostri padri, che attraversa in quota tutta la linea di cresta est del Gran Sasso e delle sue cime: Brancastello, Infornace, Prena e Camicia, unendo in un solo percorso non solo montagne, versanti, paesaggi e panorami diversi, ma anche comunità, storie e tradizioni.
Da più parti ci vengono rivolte domane rispetto alla percorribilità del Centenario; per questo chiariamo che le uniche ordinanze interdittive attualmente vigenti sono state emesse dai comuni di Castelvecchio Calvisio e Carapelle Calvisio e riguardano esclusivamente i tratti ricadenti nei loro territori comunali.
Chiariamo, pertanto, che rimangono aperte al transito le seguenti parti del percorso del Centenario:
- dal Vado di Corno (m. 1924) a Pizzo San Gabriele(m. 2.242) al Monte Brancastello (m. 2.385), alla Forchetta di Santa Colomba (m. 2.260), al Vado del Piaverano (m. 2.327) fino alle Torri di Casanova;
- da Fonte Vetica (m. 1.632) a Monte Camicia (m. 2.564), al Vado di Ferruccio (m. 2.245) fino alla parete nord-est di Monte Prena; come da piantina che si allega, da sovrapporre alle carta dei sentieri ed. Cai L’Aquila – Univaq, 2023.
Ricordiamo che anche nelle parti aperte e percorribili, il percorso è a tratti impegnativo (classificato come EE) e che la frequentazione della montagna richiede sempre preparazione, adeguata attrezzatura e attenzione, come da opuscolo della Prefettura che si allega.



